Show time: tempo di spettacolo. Ci voleva, perché dopo i giocatori utili ma non appariscenti, dopo i grandi specialisti, dopo i muscolari, era il momento del Grande Funambolo. Non equivocate però: Joe Bryant non è un Harlem Globetrotter, splendido a vedersi ma non adatto alla competizione. Basti pensare alla sua specialità : tutto. Tira e fa canestro, da qualsiasi posizione, da due o da tre, penetra, passa, dirige la squadra, se ne ha voglia difende anche.
Salta, stoppa, prende rimbalzi, slalomeggia in contropiede, fa gli assist passando il pallone dietro la schiena, schiaccia in faccia all’avversario. E’ atletismo e stile, tecnica e potenza, agilità e fantasia.

Joe Bryant nasce il 19 ottobre 1954 a Philadelphia (USA). Ala-pivot, dopo l’Università a La Salle viene scelto al primo giro con il numero 14 dai Golden State Warriors. Dopo 8 anni di NBA (Philadelphia, San Diego, Houston) nel 1984 prima esperienza italiana a Rieti. Rimane in Lazio due anni, poi un campionato a Reggio Calabria e due a Pistoia, quindi Reggio. E’ il giocatore con la scelta NBA più alta che abbia giocato nella Pallacanestro Reggiana. E’ attualmente il 24° marcatore del campionato con 7332 punti. In Italia ha partecipato 6 volte all’All Star Game.

E, ricordiamolo, ci ha fatto balzare agli onori della cronaca anche in America, grazie a quel bambino che proprio a Reggio inizio a giocare a basket. Eh sì, è un certo Kobe…

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