La carriera: 10 anni all’Olimpia Milano, la mitica Simmenthal dalle scarpette rosse, 6 a Torino, poi dopo Reggio, Verona: uno scudetto, tre Coppe delle Coppe, 102 partite in Nazionale segnando 570 punti con la partecipazione a due Olimpiadi e 3 Campionati Europei.
A Reggio: 4 Campionati, 134 partite, 1591 punti, una promozione dalla A/2.
In totale: 620 presenze, 8755 punti, ad oggi il nono marcatore in assoluto di tutti i tempi, il quinto italiano.
La vita: è nato a Gorizia, ma ormai è reggiano a tutti gli effetti. In città ha infatti anche intrapreso un’attività commerciale, ed è stato anche consigliere comunale sui banche della sala del Tricolore.
Smesso di giocare si è riconvertito, convinto da Dado Lombardi, in general manager, seguendo il Dadone a Verona e Livorno;
Ma non abbiamo ancora detto niente: le sue caratteristiche tecniche? Il suo mitico arresto e tiro, roba che a lasciargli un metro era come sanguinare davanti ad uno squalo? E poi la sua vocazione al contropiede, il grandissimo cuore, la passione per il gioco, il suo modo di intendere il basket lontano mille miglia da procuratori, svincoli contrattuali e leggi Bosman. >

“Ho cominciato a pensare al ritiro il giorno in cui il giovane che mi marcava si rivolse a me dandomi del lei” disse una volta, e in questa frase c’è tutta l’autoironia e lo spirito di un giocatore che non finiremo mai di rimpiangere.
E’ scomparso nel 2011 all’età di 62 anni

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