Venerdì 29 marzo presso il carcere di Reggio Emilia si è svolta “La Cena Al Fresco”, un’iniziativa di solidarietà ed inclusione sociale promossa nell’ambito di “B.-Diritto alla Bellezza”. La serata è stata promossa dal Comune di Reggio Emilia insieme con la Direzione degli Istituti penitenziari, nell’ambito del progetto di mandato Reggio Emilia Città senza Barriere gestito da Farmacie Comunali Riunite, in collaborazione con gli Istituti Penitenziari di Reggio Emilia ed il Consorzio Oscar Romero. Tra le tante realtà che hanno partecipato e promosso l’iniziativa, era presente anche la Pallacanestro Reggiana, rappresentata per l’occasione dal patron Stefano Landi, dal Direttore Sportivo Alessandro Frosini, coach Stefano Pillastrini e dagli atleti Riccardo Cervi e Niccolò De Vico.

 

Per la serata, l’Istituto Penale di Reggio Emilia si è trasformato: sotto la direzione creativa di Antonio Marras, in collaborazione con Tonino Serra e Modateca Deanna le mura della prigione sono sparite per una notte.

Lo chef stellato Luca Marchini ha cucinato e lo ha fatto insieme ai detenuti, li ha guidati e formati per la cena di quella sera preparando piatti di alta cucina per tutti i 420 detenuti dell’Istituto e per i 130 cittadini invitati ad entrare, a cenare assieme ai detenuti e a condividere questo momento. Il ricavato della cena contribuirà ai costi di ristrutturazione della cucina e consentirà il recupero dell’area accoglienza bimbi, uno spazio interno all’Istituto dove avvengono i colloqui coi genitori detenuti. Uno spazio che, prima di ogni altra cosa, deve rispettare i bimbi, le mamme e i papà: il loro diritto ad un abbraccio, il loro diritto a un momento di gioco, a un po’ di colore, al racconto di una storia, ad un ricordo che sia il più bello possibile.

 

La serata è iniziata visitando alcuni luoghi dell’Istituto, per incontrare e dialogare con alcuni detenuti, conoscere i progetti, in particolare quelli legati al lavoro come occasione rieducativa per i detenuti, ma anche come opportunità di business per le imprese in una logica evoluta di  responsabilità sociale. Accompagnati da rappresentanti della polizia penitenziaria e dai funzionari dell’area educativa, gli ospiti hanno potuto visitare la cucina ristrutturata per l’occasione, conoscere alcuni progetti dell’area trattamentale, tra cui la falegnameria, la lavanderia e alcuni laboratori artigianali; hanno potuto dialogare a cena con alcuni detenuti, in particolare coloro che hanno lavorato alla riqualificazione della cucina; hanno avuto una testimonianza diretta delle capacità lavorative e produttive che la comunità dei detenuti racchiude, di come si possano raggiungere risultati positivi anche in contesti particolarmente difficili.

 

“La Cena Al Fresco” è stata una tappa del percorso di condivisione del Manifesto del diritto alla bellezza. B. è un progetto che immagina che l’incontro tra creatività e fragilità possa essere generativo di nuove opportunità di inclusione sociale, che vuole affermare il diritto alla bellezza come base per ripensarsi come città e cittadini. È un progetto partecipativo costruito da una città intera, che incrementa l’interazione e la contaminazione fra differenti contesti e competenze, è la chiave attorno alla quale si costruisce una nuova idea di coesione sociale, di inclusione lavorativa, innovazione e sviluppo economico.